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Timer e crepuscolari per le luci del giardino con le giornate corte

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Perché automatizzare le luci esterne quando il tramonto anticipa (foto Illuminazione giardino Lodes Kinno)

Foto: Illuminazione giardino Lodes Kinno

Perché automatizzare le luci esterne quando il tramonto anticipa

Con il ritorno dell'ora solare, a fine ottobre, il tramonto arriva prima delle cinque e il vialetto, le scale e il cancello restano al buio proprio nelle ore in cui rientri a casa. Accendere a mano le luci del giardino diventa un pensiero quotidiano: o le trovi spente quando servono, o restano accese fino al mattino. Timer e crepuscolari risolvono il problema facendo seguire all'impianto il ritmo reale della luce, che si accorcia di qualche minuto al giorno fino al solstizio di dicembre e poi torna lentamente ad allungarsi. Le due tecnologie lavorano in modo diverso. Il sensore crepuscolare misura la luce che c'è davvero e reagisce quando scende sotto una soglia; l'interruttore orario, nella versione astronomica, calcola invece l'ora di alba e tramonto per la tua località e comanda le luci in base al calendario. Valuta quale dei due si adatta al tuo giardino tenendo conto di quanto è esposto, di quanti punti luce vuoi comandare e di quanto desideri intervenire con la programmazione: nei paragrafi che seguono trovi i criteri per decidere e le regolazioni che evitano accensioni inutili.

Il sensore crepuscolare: dove montarlo e come regolare la soglia

Il sensore crepuscolare contiene una fotocellula, un piccolo componente che misura di continuo la luminosità dell'ambiente: quando scende sotto il valore impostato chiude il circuito e le lampade si accendono, al mattino lo riapre e le spegne. È la soluzione più semplice ed economica, non richiede alcuna programmazione e ha il vantaggio di reagire al tempo reale: in una giornata di pioggia scura le luci si accendono prima, cosa che un orologio da solo non farebbe. Il punto delicato è la posizione. Monta la fotocellula rivolta verso il cielo aperto, lontana dalle lampade che comanda e da altre luci parassite come il lampione stradale o la finestra della cucina, altrimenti il sensore vede chiaro e spegne l'impianto, poi lo riaccende e ricomincia in un ciclo continuo. Quasi tutti i modelli hanno una ghiera per la soglia di intervento e molti anche un ritardo di qualche secondo o minuto, che evita accensioni per un nuvolone di passaggio o per l'ombra di un'auto. La fotocellula inoltre si sporca e invecchia: pulisci il vetrino in autunno e, se le luci si accendono sempre più tardi, ricontrolla la regolazione.

Interruttori orari astronomici: programmare tramonto, alba e fasce serali

Se preferisci un controllo preciso, l'interruttore orario astronomico fa a meno della fotocellula: una volta inserita la località, o le coordinate, calcola ogni giorno l'ora di alba e tramonto e aggiorna da solo gli orari di accensione, compreso il passaggio tra ora legale e ora solare. Non teme luci parassite né il degrado del sensore e si monta nel quadro elettrico, al riparo dalle intemperie. I modelli recenti si programmano anche da smartphone tramite NFC o Wi-Fi, comodo quando il quadro è in una posizione poco accessibile. La programmazione aggiunge possibilità che il crepuscolare non ha. Puoi impostare un offset, cioè anticipare o ritardare l'accensione di alcuni minuti rispetto al tramonto calcolato, e creare fasce orarie: le luci perimetrali dal tramonto all'alba, quelle del patio solo fino a mezzanotte oppure soltanto nel fine settimana. I modelli a due canali gestiscono zone diverse in modo indipendente, per esempio l'illuminazione e la pompa dell'irrigazione, mentre quelli con uscita per dimmer abbassano l'intensità nelle ore centrali della notte fino a una luce di cortesia, con meno consumi e meno inquinamento luminoso. L'unico limite è che non vede il meteo: in un pomeriggio di temporale le luci restano spente finché non arriva l'ora calcolata.

Presa temporizzata o quadro elettrico: cosa scegliere e quando serve il tecnico

La scelta dipende anche da come è fatto l'impianto. Se le luci del giardino sono poche e alimentate da una presa esterna, una presa temporizzata o un crepuscolare a spina si inseriscono senza lavori: verifica solo che siano dichiarati per uso esterno, con grado di protezione almeno IP44, e che la potenza delle lampade collegate resti entro quella indicata dal dispositivo. Se invece l'impianto parte dal quadro di casa, con più linee e lampioni interrati, conviene un interruttore orario da quadro, eventualmente combinato con un crepuscolare che fa da conferma. Con i LED fai attenzione a un dettaglio: alcuni alimentatori hanno correnti di spunto elevate e un relè sottodimensionato può incollarsi o lasciare le lampade accese a bassa intensità. Scegli dispositivi dichiarati compatibili con i carichi LED e, se non hai competenze elettriche consolidate, affida il collegamento nel quadro a un elettricista, che verifica anche la protezione differenziale della linea esterna. Fatta la regolazione, osserva il sistema per una settimana e annota a che ora si accendono le luci: così scopri subito se la soglia è troppo alta o se l'offset va corretto, e arrivi a dicembre con il vialetto illuminato esattamente quando serve.

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