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Foglie sul prato: raccoglierle o lasciarle?

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Perché uno strato di foglie sul prato non è innocuo

Perché uno strato di foglie sul prato non è innocuo

La domanda torna ogni autunno, e la risposta onesta è che dipende da quante foglie sul prato si accumulano e da quanto tempo restano lì. Il tappeto erboso in questa stagione continua a crescere, anche se più lentamente, e per farlo ha bisogno di luce e di aria. Una copertura continua di foglie gli toglie entrambe: sotto quel manto l'erba ingiallisce, l'umidità ristagna e si creano le condizioni per le marcescenze e per malattie fungine come il fusarium invernale, che si manifestano con chiazze ben visibili alla ripresa primaverile. Considera poi l'aspetto pratico: le foglie bagnate si compattano in una lastra scivolosa, pericolosa sui vialetti e nelle zone di passaggio, soprattutto quando gela di notte. Per questo, se il prato è un'area frequentata o se gli alberi vicini sono tanti, la rimozione resta la scelta più prudente. Lasciare tutto a terra ha senso solo quando le foglie sono poche, sparse e asciutte, perché in quel caso si decompongono prima di soffocare l'erba.

Quando raccogliere le foglie e come farlo senza stressare l'erba

Se decidi di raccoglierle, il momento conta quanto il metodo. Non aspettare che le foglie sul prato inizino a decomporsi: intervieni con passaggi regolari, ogni settimana o anche più spesso nel periodo di caduta intensa, così lo strato non fa in tempo a compattarsi e a trattenere l'umidità. Scegli di preferenza una giornata asciutta, perché le foglie bagnate pesano, si attaccano tra loro e il rastrello tende a strappare anche i fili d'erba. Per le superfici piccole basta un rastrello a denti stretti, meglio se con denti flessibili che scorrono sul manto senza inciderlo; per i prati più estesi un soffiatore o un aspiratore con funzione trituratrice riduce molto i tempi e il volume da smaltire. Sui vialetti in pietra una scopa di saggina entra bene nelle fessure e porta via anche la polvere. Verifica infine che l'erba non sia troppo alta: un ultimo taglio autunnale, con la lama regolata un po' più alta del solito, rende la raccolta più agevole e lascia il prato nelle condizioni giuste per affrontare l'inverno.

Lasciarle sul prato sì, ma triturate con il rasaerba mulching

Esiste una via di mezzo che unisce i vantaggi di entrambe le scelte: triturare le foglie direttamente sul tappeto erboso. Un rasaerba rotativo con sistema mulching, o un robot tagliaerba che passa quasi ogni giorno, sminuzza il fogliame in frammenti molto piccoli e li distribuisce in modo uniforme tra i fili d'erba. Ridotte così, le foglie non fanno più ombra, si decompongono in fretta e restituiscono al terreno sostanza organica e nutrienti, con il risultato di ridurre il bisogno di concimazioni e di eliminare la fatica e i costi dello smaltimento. Il metodo funziona a una condizione: lo strato deve restare sottile. Se dopo il passaggio vedi ancora l'erba, va bene; se il prato scompare sotto un tappeto marrone, le foglie sono troppe e devi comunque raccoglierne una parte. Passa con foglie asciutte, perché quelle umide si impastano e intasano il piatto di taglio, e ripeti l'operazione a ogni caduta consistente invece di aspettare la fine della stagione. Con gli aghi di pino e con le foglie più coriacee, come quelle di quercia o di magnolia, la decomposizione è lenta e conviene raccoglierle.

Cosa fare delle foglie raccolte: compost, pacciamatura e rifugi

Le foglie che togli dal prato non sono un rifiuto. La destinazione più utile è la compostiera, dove alternate agli scarti verdi di cucina e di orto si trasformano in un terriccio ricco da riutilizzare in primavera nelle aiuole e nei vasi. Se le foglie sono molte e lo spazio è poco, puoi anche ammucchiarle a parte in un angolo ombreggiato: con il tempo e un po' di umidità diventano il cosiddetto terriccio di foglie, un ammendante leggero molto apprezzato dai vivaisti. Un'altra parte può tornare subito in giardino come pacciamatura ai piedi di alberi, siepi e perenni: uno strato di circa cinque, al massimo dieci centimetri protegge le radici dal gelo, limita le infestanti e nutre il terreno man mano che si decompone. Tienilo lontano dal colletto delle piante e dal tappeto erboso, e rimuovilo o incorporalo con una leggera sarchiatura all'arrivo della bella stagione. Lascia infine, se il giardino lo consente, un paio di mucchietti di foglie asciutte sotto una siepe: ricci e altri piccoli animali li usano per ripararsi d'inverno e in cambio ti aiutano a tenere sotto controllo lumache e insetti.

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