Arredoingiardino.it · guide e consigli pratici
Giardinaggio · Prato

Ultimo taglio del prato prima dell'inverno: quando e a che altezza

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Quando fare l'ultimo taglio: i segnali da osservare tra ottobre e novembre

Quando fare l'ultimo taglio: i segnali da osservare tra ottobre e novembre

L'ultimo taglio del prato non ha una data fissa sul calendario: dipende dal clima della tua zona e da come si comporta l'erba. Il segnale più affidabile è il rallentamento della crescita, che noti quando tra uno sfalcio e l'altro passano sempre più giorni senza che il manto si alzi in modo evidente. Questo avviene perché le graminacee da prato riducono l'attività vegetativa quando la temperatura del terreno scende stabilmente sotto i 10 gradi circa. Nelle regioni del nord e nelle zone collinari questo momento arriva di solito nella seconda metà di ottobre, mentre al centro-sud e lungo le coste si può tagliare ancora a novembre inoltrato. Osserva anche le previsioni: conviene fare l'ultimo sfalcio prima delle gelate persistenti, ma su un prato asciutto e in una giornata mite, perché l'erba bagnata si strappa invece di tagliarsi e il tosaerba lascia solchi sul terreno ammorbidito dalle piogge. Se dopo il taglio arriva un periodo tiepido e l'erba riparte, puoi intervenire ancora una volta con una passata leggera: meglio due tagli moderati che uno solo troppo tardivo.

A che altezza tagliare: circa 4-5 centimetri, mai a raso

Sull'altezza si commette spesso l'errore opposto a quello che ci si aspetterebbe: molti rasano il prato a filo per sistemarlo fino a primavera, ma un taglio troppo basso indebolisce le piante proprio quando devono accumulare riserve nelle radici. L'altezza giusta per l'ultimo taglio del prato si attesta intorno ai 4-5 centimetri per un tappeto erboso ornamentale a base di loietto, festuca e poa. Una lama fogliare di questa lunghezza protegge il colletto dal freddo, lascia abbastanza superficie per la fotosintesi nelle giornate di sole invernali e non crea quegli spazi vuoti in cui infestanti e muschio si insediano volentieri. Vale anche in autunno la regola di non asportare più di un terzo della lunghezza in una sola volta. Se il prato è cresciuto molto, abbassa l'altezza in due o tre passate a distanza di qualche giorno, invece di scendere di colpo. Evita però anche di lasciarlo troppo alto: un'erba oltre i 6-7 centimetri si alletta sotto la neve e la pioggia, trattiene umidità e favorisce le muffe invernali che in primavera si presentano come chiazze grigie e appiccicose.

Come eseguire lo sfalcio finale: lame, raccolta e condizioni del terreno

Con l'altezza decisa, cura la qualità del taglio. Controlla che le lame del tosaerba siano affilate: un filo smussato sfilaccia la punta dei fili d'erba, che ingiallisce e offre una porta d'ingresso ai funghi, un rischio maggiore in autunno con l'umidità elevata. In questo ultimo sfalcio preferisci la raccolta nel cesto al mulching, perché l'erba umida e le foglie triturate restano sul manto senza decomporsi in fretta e formano uno strato che soffoca il prato. Il materiale raccolto va benissimo nella compostiera, insieme alle foglie secche. Prima di passare col tosaerba libera la superficie da foglie, rami e frutti caduti, e se hai zone in pendenza o vicine a muretti procedi con calma per non scalpare le parti più alte. Non tagliare mai sul prato brinato o gelato: le foglie dell'erba diventano fragili e si spezzano, e le impronte restano visibili per settimane. Se la stagione è piovosa, aspetta anche un paio di giorni di sole in più: un taglio fatto bene nelle condizioni giuste vale molto più della data precisa.

Cosa fare dopo l'ultimo taglio per proteggere il prato fino a primavera

Dopo l'ultimo taglio il prato entra in riposo e il tuo compito diventa soprattutto non disturbarlo. Riduci al minimo il calpestio, in particolare nelle mattine con brina, e sposta vasi, giochi e mobili da giardino che restano fermi sullo stesso punto per mesi, perché sotto di essi l'erba ingiallisce e si dirada. Continua invece a togliere le foglie che si accumulano, soprattutto se formano uno strato compatto e bagnato. Se non l'hai già fatto, questo è anche l'ultimo momento utile per una concimazione autunnale a basso tenore di azoto e ricca di potassio, che rafforza i tessuti contro il freddo senza stimolare una crescita tenera. Da qui in avanti il tosaerba resta fermo fino alla ripresa vegetativa di marzo o aprile, quando riprenderai con un primo taglio leggero. Un prato lasciato all'altezza giusta e pulito arriva alla primavera compatto, con meno chiazze da risistemare.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche