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Condensa e muffa nella casetta in legno: come evitarle

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Perché nei mesi umidi la casetta si bagna da dentro

Perché nei mesi umidi la casetta si bagna da dentro

Condensa e muffa nella casetta in legno compaiono quasi sempre nello stesso periodo, tra l'autunno e la fine dell'inverno, e per un motivo semplice: l'aria che resta chiusa all'interno contiene vapore, e quando tocca una superficie più fredda di lei lo rilascia sotto forma di goccioline. In una casetta da giardino il volume è piccolo, le pareti sono sottili e di notte si raffreddano in fretta, quindi bastano un paio di attrezzi riposti bagnati o un pavimento che assorbe umidità dal terreno per saturare l'aria. Il legno, essendo poroso, trattiene quell'acqua e la restituisce lentamente, così il ciclo si ripete ogni giorno. La muffa arriva come conseguenza: le spore sono ovunque e si sviluppano dove trovano umidità persistente, poca luce e scarso ricambio d'aria, condizioni che una casetta chiusa da ottobre a marzo offre con facilità. Non si tratta di un difetto del legno in sé, ma di umidità che non ha vie d'uscita. Per questo conviene ragionare su tre fronti collegati: da dove entra l'acqua, come esce l'aria umida e che cosa tieni dentro. I paragrafi che seguono li affrontano uno per uno.

Base rialzata e drenaggio: fermare l'umidità che sale dal terreno

Riprendiamo il primo fronte, quello dell'acqua che sale dal basso, perché nei mesi piovosi è spesso la causa principale. Una casetta appoggiata direttamente sul terreno o su una platea che resta bagnata assorbe umidità dai traversi del pavimento e la porta dentro senza che tu te ne accorga. Verifica quindi che la struttura poggi su una base rialzata, che siano travetti impregnati, blocchetti o un basamento in cemento, e che tra il fondo e il suolo passi aria: quell'intercapedine ventilata asciuga il legno dopo ogni pioggia e fa la differenza tra un pavimento che respira e uno che marcisce. Guarda anche come l'acqua si allontana dalla casetta. Se il terreno intorno è argilloso o in leggera pendenza verso la struttura, le pozze ristagnano contro le pareti e il legno delle prime tavole resta umido per settimane; una canaletta, un po' di ghiaia drenante lungo il perimetro o una grondaia con lo scarico portato a distanza risolvono gran parte del problema. Evita di addossare terra, vasi o cataste di legna alla parete esterna: impediscono al rivestimento di asciugarsi e creano una zona fredda e bagnata proprio dove, all'interno, troverai le prime macchie.

Griglie di aerazione e ricambio d'aria senza sigillare tutto

Risolto il contatto con il terreno, resta l'aria umida che si accumula all'interno e che va fatta uscire. Le casette ben costruite hanno due griglie di aerazione contrapposte, una in basso e una in alto sulla parete opposta, che sfruttano la risalita naturale dell'aria più calda: se la tua ne è priva, puoi ricavarle nelle pareti o nel timpano del tetto con due griglie zanzarate, montate in modo che la pioggia non entri. Non chiuderle d'inverno pensando di trattenere il calore, perché la casetta non è riscaldata e sigillarla significa solo intrappolare il vapore. Nelle giornate asciutte e ventilate apri porta e finestra per qualche ora, anche se fa freddo: l'aria esterna invernale è spesso più secca di quella interna e porta via l'umidità. Tieni mobili e scaffali staccati di qualche centimetro dalle pareti, soprattutto negli angoli e sul lato nord, dove la superficie resta più fredda e la condensa si forma per prima.

Cosa riporre, come riporlo e i controlli da fare in stagione

L'ultimo fronte è quello su cui hai più controllo immediato: ciò che riponi. Attrezzi appena lavati, tubi dell'irrigazione svuotati male, cuscini dei mobili da giardino ancora umidi o legna da ardere fresca rilasciano acqua per giorni in uno spazio chiuso. Falli asciugare all'aperto prima di metterli dentro e solleva dal pavimento tutto ciò che può assorbire, con pedane o ripiani, lasciando aria sotto e dietro. Se la casetta dispone di corrente, un piccolo deumidificatore acceso nelle settimane più umide alleggerisce molto il lavoro delle griglie. Fai poi un giro di controllo ogni due o tre settimane durante la stagione umida: odore di chiuso, gocce sui vetri la mattina, aloni scuri negli angoli bassi o dietro gli scaffali sono segnali precoci che ti permettono di intervenire quando basta asciugare, spazzolare la superficie e ripassare l'impregnante. Se trovi legno che si sbriciola o macchie che tornano nonostante tutto, cerca l'infiltrazione a monte, spesso una tavola del tetto o una giunzione della guaina, prima di trattare di nuovo la superficie. Una casetta che arriva a primavera asciutta ti ripaga con tavole sane e con mobili e attrezzi pronti all'uso.

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