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Frangivento in canniccio: resiste al vento invernale?

Aggiornato il 16 ottobre 20264 capitoli
Come lavora il vento su un canniccio: filtra, non blocca

Come lavora il vento su un canniccio: filtra, non blocca

Un frangivento in canniccio non lavora come un muro: le canne legate fra loro lasciano passare una parte dell'aria e trasformano la raffica in una corrente più lenta e meno fastidiosa. È proprio questa permeabilità a renderlo adatto alle zone ventose, perché una barriera che ferma del tutto il vento riceve su di sé una spinta enorme e finisce per piegarsi o volare via, mentre una schermatura semiaperta scarica molto meno peso sui pali e sui fissaggi. Se ti chiedi se il canniccio regge le raffiche di autunno e inverno, la risposta onesta è che dipende meno dal materiale e più da come lo monti e da quanto è esposta la tua posizione. Considera che un canniccio di canna palustre, di bambù o di salice ha una certa elasticità: sotto la spinta si flette, assorbe e torna in posizione, cosa che un pannello rigido non fa. Il limite è che questa flessibilità si trasferisce tutta sulle legature, che diventano il punto che decide la tenuta della barriera nei mesi freddi.

Il punto debole non sono le canne ma il fissaggio

Da quanto detto deriva la regola più importante: un frangivento in canniccio tiene se è legato a un supporto che non si muove. Da solo il graticcio non ha struttura portante, quindi va sempre abbinato a una rete metallica, a un grigliato, a una ringhiera o a una fila di pali infissi nel terreno e, se possibile, cementati. Fissa la stuoia con filo zincato o con fascette resistenti ai raggi ultravioletti, non con la sola corda di canapa, che in inverno assorbe acqua e marcisce. Le legature vanno distribuite su tutta l'altezza e non solo in alto e in basso, perché il vento preme sulla parte centrale e, se la trova libera, la gonfia e strappa i punti di ancoraggio uno dopo l'altro. Se la posizione è molto battuta, valuta due strati di canniccio sovrapposti e legati insieme: la schermatura diventa più fitta ma resta comunque permeabile, e il peso aggiunto aiuta la stuoia a non sbattere. Tendi bene il rotolo prima di fissarlo, perché una stuoia lenta vibra a ogni raffica e si consuma proprio nei punti di legatura. Un controllo dei fissaggi dopo le prime bufere d'autunno ti evita di scoprire il problema a gennaio.

Pioggia, gelo e umidità: cosa succede alle canne in inverno

Il vento invernale non arriva mai da solo: porta pioggia, umidità e, in molte zone, gelate notturne. Le canne sono cave e, se il canniccio poggia direttamente a terra, l'acqua risale e ristagna all'interno, dove si formano muffe e marciumi che indeboliscono proprio la base, cioè la parte più sollecitata dalle raffiche. Monta la stuoia sollevata di qualche centimetro dal pavimento o dal terreno, in modo che l'acqua sgoccioli e l'aria circoli anche sotto. Il bambù a canne spesse resiste meglio del salice e della canna palustre sottile, ma nessuno dei tre è eterno all'aperto: aspettati un ingrigimento naturale nel giro di una o due stagioni e una durata che varia molto con l'esposizione. Un impregnante per legno da esterno, dato a pennello o a spruzzo in autunno su stuoia asciutta, rallenta l'assorbimento d'acqua e il degrado delle fibre; ripetilo quando vedi che l'acqua non scivola più via dalla superficie. Dopo una nevicata scuoti o spazzola la neve che si ferma sulla parte alta della stuoia, perché il peso bagnato unito a una raffica è una delle cause più frequenti di canniccio piegato a metà.

Quando il canniccio non basta: esposizioni forti e alternative

Resta da capire quando un frangivento in canniccio è la scelta sbagliata. Se il giardino è in collina aperta, su un litorale battuto dal vento di mare o in una zona dove d'inverno soffiano venti di caduta violenti, una stuoia leggera lavora al limite: anche ben fissata può sfilacciarsi, perdere canne e lasciare scoperta la pianta che doveva proteggere. In questi casi conviene orientarsi su una barriera con telaio, in legno o in materiale sintetico, oppure abbinare il canniccio a una siepe che nel tempo prenda il suo posto, usando la stuoia solo come riparo provvisorio per i primi inverni delle piante giovani. Sul terrazzo ai piani alti la situazione è ancora più delicata, perché la raffica arriva senza ostacoli e una stuoia che si stacca può cadere sulla strada. Qui limita l'altezza del canniccio a quella della ringhiera, legalo a maglie fitte e, se prevedi un inverno di forte vento, non avere timore di arrotolarlo e riporlo da novembre a marzo: lo ritroverai integro in primavera ed eviti la spesa di una stuoia nuova ogni anno. Il canniccio resta un buon frangivento per le posizioni medie, non per quelle estreme.

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