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Tettoia in policarbonato: pulizia e controllo delle lastre prima della neve

Aggiornato il 29 ottobre 20264 capitoli
Perché foglie e sporco pesano sulla tettoia più di quanto sembri

Perché foglie e sporco pesano sulla tettoia più di quanto sembri

Una tettoia in policarbonato è leggera per natura, e proprio per questo risente di tutto ciò che si deposita sopra. In autunno le foglie si fermano nei canali dei pannelli alveolari e contro i profili di giunzione, trattengono acqua e formano uno strato che non asciuga più. Quando arriva la neve, quello strato diventa una base umida su cui il manto si ancora e scivola meno, così il carico resta sulle lastre più a lungo del previsto. Pulire prima della neve serve quindi a due cose: riportare le lastre alla loro trasparenza e liberare la via di deflusso, in modo che acqua di fusione e neve scivolino verso la grondaia invece di ristagnare. Scegli una giornata asciutta e senza sole diretto, perché il policarbonato caldo tende a macchiarsi durante il lavaggio, e comincia con la rimozione a secco di foglie, rametti e aghi usando una scopa morbida o un soffiatore, lavorando dal colmo verso la gronda.

Lavaggio delle lastre: acqua tiepida, sapone neutro e panni morbidi

Tolto il grosso, passa al lavaggio con acqua tiepida e un sapone neutro, usando una spugna o un panno morbido e senza premere. Il policarbonato si graffia molto più facilmente del vetro e un solco, una volta fatto, non si toglie: lascia da parte spazzole dure, pagliette, tergivetri con lama e qualsiasi detergente abrasivo o fortemente alcalino. Evita anche solventi come acetone, benzina e diluenti aromatici, che opacizzano la superficie e nel tempo ne riducono la resistenza. Sulle macchie ostinate di resina o di insetti lascia agire il sapone qualche minuto e riprova con il panno, senza grattare. Risciacqua con abbondante acqua pulita finché non resta traccia di schiuma e asciuga con un panno morbido, così eviti gli aloni di calcare. Se la copertura è ampia, un getto d'acqua a pressione moderata aiuta, ma tienilo lontano da bordi e guarnizioni e prova prima su un angolo nascosto: le lastre con trattamento anti UV su un lato sono le più delicate.

Controllo di lastre, fissaggi e guarnizioni prima del gelo

Con le lastre pulite il controllo diventa più facile, perché ogni difetto si vede in trasparenza. Guarda in controluce ogni pannello e cerca crepe, fori da grandine, zone ingiallite o alveoli che hanno preso acqua e mostrano aloni scuri: se il nastro traspirante o il profilo di chiusura in testata si è staccato, l'umidità entra nei canali e il gelo la farà espandere. Passa poi ai fissaggi, cioè le viti con rondella e guarnizione: devono tenere senza schiacciare la lastra, perché il policarbonato si dilata con la temperatura e un serraggio eccessivo lo fa fessurare proprio nei mesi freddi. Verifica infine i profili di giunzione e le guarnizioni di tenuta, che con gli anni si induriscono e si ritirano, e dai un'occhiata al telaio: ruggine sulle parti in acciaio, viti allentate, legno che si è imbibito. Sostituire ora una guarnizione o riprendere un profilo ti evita di trovare una lastra sollevata dal vento in pieno inverno.

Cosa fare quando la neve è arrivata

Dopo questa preparazione, l'inverno chiede solo attenzione nei giorni di nevicata abbondante. Il policarbonato regge bene i carichi distribuiti, ma la neve bagnata è pesante e tende ad accumularsi sul lato in ombra o contro il muro: se vedi la lastra flettere, alleggeriscila con una pala a bordo morbido o un rastrello da neve lavorando da terra, senza mai salire sulla copertura e senza raschiare il ghiaccio, che porterebbe via anche lo strato superficiale. Meglio lasciare un velo di neve sulla lastra che grattare fino al pannello. Controlla che la gronda scarichi davvero e che l'acqua di fusione non si fermi sui bordi, dove ricongelando formerebbe un cordone che blocca il deflusso successivo. Un giro di controllo dopo ogni nevicata ti dice in anticipo se qualcosa si è spostato.

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