Arredoingiardino.it · guide e consigli pratici
Giochi giardino · giochi aperto

Giochi all'aperto per bambini nelle giornate d'autunno

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è una buona stagione per giocare in giardino

Perché l'autunno è una buona stagione per giocare in giardino

Con l'arrivo del fresco molti genitori danno per chiusa la stagione del cortile, mentre i giochi all'aperto per bambini nelle giornate d'autunno hanno qualche vantaggio che l'estate non offre: manca il sole a picco delle ore centrali, l'erba non è secca e polverosa e i bambini corrono volentieri perché l'aria frizzante non li affatica subito. Cambia anche il giardino, e questo aiuta: le foglie che cadono, le ghiande, le castagne e i rametti diventano materiale da raccogliere, contare e ordinare, e per un bambino piccolo valgono più di un gioco già confezionato. C'è poi la parte che riguarda il benessere. Uscire ogni giorno, anche solo per mezz'ora, significa movimento spontaneo, sonno più regolare la sera e meno tempo passato davanti a tablet e televisione, un'abitudine che i pediatri consigliano di contenere nei primi anni. Conviene quindi ragionare su come uscire e non su se uscire: con il vestiario adatto e due o tre attività già in mente, il fresco resta una condizione diversa da gestire, non un motivo per restare dentro.

Preparare il giardino: fondo, foglie e attrezzature da controllare

Prima di lasciare i bambini liberi di correre, dedica dieci minuti a un controllo dello spazio, perché con l'umidità le superfici cambiano comportamento. Le foglie bagnate su vialetti, pedane in legno e gradini scivolano come una pellicola: raccoglile con il rastrello nei punti di passaggio e lascia invece i mucchi sul prato, dove servono al gioco. Guarda anche come si presenta il terreno sotto l'altalena e davanti allo scivolo, le zone più battute: se il fondo è argilloso e trattiene l'acqua, sposta le attività su una porzione più drenante oppure stendi uno strato di corteccia, che assorbe e fa meno fango. Approfitta del giro per verificare le attrezzature rimaste fuori tutta l'estate: serraggio di bulloni e staffe dell'altalena, tenuta del coperchio del box sabbia, tracce di ruggine sui tubolari e punti in cui il legno si sta scheggiando. Un controllo adesso ti evita riparazioni nei mesi in cui l'umidità lavora sulle giunzioni.

Giochi con foglie, castagne e rami: cinque idee pronte in pochi minuti

Il materiale che il giardino produce in questo periodo basta per organizzare attività semplici, senza comprare nulla. La caccia alle foglie è la più immediata: dai a ciascun bambino un cestino e chiedi di trovarne una gialla, una rossa, una grande e una dentellata, poi a tavolino confrontate le forme e provate a riconoscere l'albero di provenienza. Con lo stesso raccolto si passa alle composizioni a terra, i mandala naturali: rametti, ghiande e ricci disposti a cerchio insegnano simmetria e pazienza, e si possono fotografare prima che il vento le disfi. Le altre tre idee lavorano sul corpo. Il percorso sensoriale si costruisce allineando zone di foglie secche, sassolini, corteccia e un asciugamano, da attraversare a piedi nudi quando la temperatura lo consente o con le calze antiscivolo; la capanna di rami caduti, appoggiati a tronco o recinzione, diventa il rifugio dove inventare storie per settimane; il salto nella pozzanghera, con stivali di gomma e giacca impermeabile, resta il gioco che i bambini ricordano meglio, a patto che tu abbia pronto un cambio asciutto. Le castagne, infine, funzionano come bersagli da centrare o pedine da contare, mai da portare alla bocca se non sono quelle commestibili già cotte.

Pomeriggi corti e temperature in calo: come organizzarsi

Il limite vero di questa stagione è la luce, non il freddo: alle cinque del pomeriggio il giardino è già in ombra, quindi anticipa l'uscita e tieni le attività brevi e dinamiche, alternando corse e giochi tranquilli. Le staffette a squadre, i percorsi a ostacoli con secchi e birilli, la campana disegnata con il gesso sul vialetto asciutto scaldano i bambini in pochi minuti e non richiedono preparazione. Sull'abbigliamento vale la regola degli strati: maglietta tecnica o di cotone a contatto con la pelle, una felpa in mezzo, giacca antivento sopra, così puoi togliere un capo quando iniziano a sudare ed evitare che il sudore si raffreddi addosso. Cuffia e guanti servono più di un cappotto pesante, e gli stivali impermeabili risolvono il problema dei piedi bagnati. Al rientro, cambio completo e una merenda calda chiudono bene il pomeriggio. Se il bambino ha tosse insistente, febbre o un'asma già diagnosticata, sentite prima il pediatra su quanto e in che condizioni può stare fuori.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche