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Centralina di irrigazione: impostarla per l'autunno

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Perché la programmazione estiva non va più bene da settembre in poi

Perché la programmazione estiva non va più bene da settembre in poi

La centralina di irrigazione lavora con i tempi che le hai dato a giugno, quando il caldo asciugava il terreno in poche ore e il prato chiedeva acqua quasi ogni giorno. In autunno le condizioni cambiano in fretta: le giornate si accorciano, le temperature scendono e l'evaporazione dal suolo e dalle foglie si riduce in modo sensibile, mentre le piogge tornano a bagnare il giardino da sole. Se lasci i programmi estivi invariati, il terreno resta zuppo per giorni e le radici, invece di respirare, rischiano l'asfissia; sul prato compaiono muschio e malattie fungine, le siepi crescono molli e poco resistenti al freddo e la bolletta dell'acqua sale senza alcun vantaggio per le piante. Considera anche che molte piante in questa stagione rallentano o entrano in riposo vegetativo, quindi assorbono meno acqua di quanta ne riceverebbero con un ciclo estivo. Per questo conviene mettere mano al programmatore già alle prime piogge di settembre, senza aspettare che il prato dia segni di sofferenza: una regolazione fatta per tempo mantiene il terreno appena umido, che è la condizione in cui le radici si preparano meglio all'inverno.

Quali parametri modificare: partenze, durate e orario di avvio

Il modo più semplice per adattare la centralina di irrigazione alla stagione è intervenire sulla frequenza prima che sulla durata. Se in estate avevi impostato una o due partenze al giorno, passa a un ciclo ogni due o tre giorni e poi, con l'avanzare di ottobre, dirada ancora, osservando quanto il terreno si asciuga tra un'irrigazione e l'altra. La durata di ogni stazione può restare simile a quella estiva o ridursi di poco: una bagnatura che arriva in profondità a intervalli più lunghi è più utile di tanti passaggi brevi e superficiali, che abituano le radici a restare in alto. Molti programmatori dispongono di una regolazione stagionale, chiamata anche percentuale di bagnatura o budget idrico, che riduce in un colpo solo i tempi di tutte le zone senza riscrivere i programmi: usala per scalare l'impianto verso il basso man mano che la stagione avanza. Sposta poi l'orario di avvio verso le prime ore del mattino, così foglie e prato si asciugano con la luce del giorno invece di restare bagnati tutta la notte, quando l'umidità favorisce le malattie. Le zone poi non sono tutte uguali: le aiuole di piante mediterranee possono fare a meno dell'acqua molto prima del prato, mentre vasi e fioriere sul terrazzo, con poca terra a disposizione, vanno seguiti più a lungo.

Sensore pioggia e controlli durante la stagione

In autunno il sensore pioggia diventa l'accessorio più utile dell'impianto: collegato alla centralina, sospende i cicli programmati quando ha raccolto abbastanza acqua e li riattiva da solo quando il suo elemento sensibile si è asciugato. Se non lo hai ancora, valuta di montarlo prima della stagione delle piogge, in un punto aperto dove riceva l'acqua dal cielo e non quella degli irrigatori o il gocciolio di una grondaia. Se c'è già, verifica che sia pulito da foglie e ragnatele e che la centralina lo riconosca davvero: una prova rapida consiste nel bagnarlo e controllare che l'avvio manuale di una zona venga bloccato. Il sensore non sostituisce però il tuo sguardo. Dopo una settimana piovosa infila un dito o una paletta nel terreno del prato e delle aiuole: se a qualche centimetro di profondità è ancora umido, allunga l'intervallo tra le partenze o metti in pausa il programma per qualche giorno, funzione che quasi tutte le centraline offrono senza cancellare le impostazioni. Fai un'eccezione soltanto se hai seminato o riseminato il prato a settembre, perché il semenzaio ha bisogno di una superficie costantemente umida finché l'erba non ha attecchito, e in quel caso conviene tenere per quelle zone un programma a parte, breve e più frequente.

Quando spegnere la centralina e come proteggerla dal gelo

Con le prime notti fredde di novembre, in gran parte d'Italia l'irrigazione automatica può fermarsi del tutto, mentre nelle zone costiere o più miti conviene lasciare qualche ciclo molto diradato per le piante in vaso e le siepi giovani. Quando decidi di spegnere, porta la centralina in posizione di arresto o di sospensione invece di cancellare i programmi: la memoria conserva zone, durate e orari e in primavera ti basterà rivedere i tempi anziché ripartire da zero. Chiudi poi il rubinetto a monte dell'impianto e svuota le tubazioni, un'operazione che per le linee a goccia abbiamo già descritto in una pagina dedicata. La sorte della centralina dipende dal tipo di alimentazione. Se è un piccolo programmatore a batteria montato sul rubinetto, smontalo, togli la pila e smaltiscila nella raccolta differenziata, asciugalo con cura, passa un velo di olio di vaselina sulle guarnizioni perché non si secchino e riponilo in una scatola in un locale asciutto. Se invece è un modello a rete elettrica in garage o in un vano protetto, lascialo alimentato, così l'orologio e i programmi restano in memoria, e controlla che la batteria tampone, dove prevista, sia carica. Le elettrovalvole nel pozzetto, infine, si proteggono con una copertura di cartone o paglia contro le gelate più intense.

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