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Recupero dell'acqua piovana per irrigare: dimensionare la cisterna

Aggiornato il 24 ottobre 20264 capitoli
Quanta acqua cade sul tetto: la resa di pioggia da cui partire

Quanta acqua cade sul tetto: la resa di pioggia da cui partire

Le piogge autunnali sono il momento in cui una cisterna si riempie più in fretta, ma proprio per questo conviene dimensionarla prima che arrivino, altrimenti gran parte dell'acqua finisce nel pozzetto senza essere usata. Il recupero dell'acqua piovana per irrigare parte da un dato semplice: quanta acqua intercetta il tuo tetto in un anno. I tecnici la chiamano resa di pioggia e la calcolano moltiplicando la superficie del tetto proiettata a terra, cioè l'ingombro in pianta a prescindere dalla pendenza delle falde, per la piovosità annua della tua zona e per il coefficiente di deflusso della copertura. La piovosità la trovi presso il comune o il servizio meteorologico regionale; in Italia si usa spesso un valore medio di circa 1000 litri per metro quadro all'anno, ma tra una zona alpina e una costa meridionale la differenza è notevole, quindi verifica il dato locale. Il coefficiente di deflusso tiene conto dell'acqua che evapora o resta sulla copertura: per un tetto a falde in tegole si considera di solito un valore intorno a 0,8, mentre per un tetto piano ghiaiato o verde scende sensibilmente. Con 100 metri quadri di tetto in tegole e 1000 millimetri di pioggia ottieni così circa 80.000 litri l'anno: è l'acqua che hai realmente a disposizione, non quella che ti serve.

Quanta acqua consuma il giardino: stimare il fabbisogno irriguo

Il secondo numero da conoscere è il fabbisogno del giardino, che dipende da cosa coltivi e da come irrighi. Un prato richiede molta più acqua di una bordura di arbusti mediterranei o di un orto autunnale, e un impianto a goccia con microirrigatori consuma meno di irrigatori a pioggia. Per stimare il consumo parti dalla portata del tuo impianto: la centralina indica i minuti per ogni settore, mentre la portata degli irrigatori o dei gocciolatori è riportata sulle confezioni. Moltiplicando portata, durata e numero di interventi settimanali ottieni i litri consumati, da estendere ai mesi in cui irrighi davvero. Se non hai ancora un impianto, ragiona sulle superfici: un prato in piena estate è la coltura più esigente e può richiedere interventi quasi quotidiani, mentre aiuole e siepi adulte si accontentano di molto meno. Tieni conto che in autunno il fabbisogno crolla proprio mentre la cisterna si riempie, e in estate accade il contrario: il volume dell'accumulo serve a far convivere questi due andamenti opposti. Se il giardino è grande e il tetto è piccolo, il recupero dell'acqua piovana coprirà solo una parte dell'irrigazione, e va bene così: ogni metro cubo accumulato è un metro cubo in meno prelevato dalla rete o dal pozzo.

Il volume della cisterna: la regola delle tre settimane di riserva

Con resa del tetto e fabbisogno alla mano puoi dimensionare la cisterna. L'errore più comune è pensare che debba contenere tutta la pioggia dell'anno: sarebbe enorme, costosa e l'acqua ristagnerebbe per mesi con odori e depositi. Il criterio usato dai progettisti, derivato dalla norma tecnica tedesca di riferimento per questi impianti, prende il valore più basso tra l'acqua raccoglibile in un anno e l'acqua che consumeresti in un anno, e ne accumula circa il 6 per cento, pari a una riserva di circa tre settimane. Nell'esempio del tetto da 100 metri quadri, se gli 80.000 litri di resa annua sono inferiori al fabbisogno del giardino, il 6 per cento porta a circa 4.800 litri: in commercio sceglierai quindi un serbatoio da 5.000 litri. Se invece il giardino è piccolo e consuma meno di quanto il tetto raccoglie, il calcolo si fa sul consumo e la cisterna risulta più contenuta. Valuta anche la stagionalità: se irrighi solo da maggio a settembre e vivi in una zona con estati molto secche, puoi spostarti verso il limite alto, mentre dove le piogge estive sono frequenti una riserva più piccola basta. Meglio una cisterna un po' più grande con un troppopieno ben fatto che una troppo piccola che sfiora a ogni temporale autunnale.

Dove e come installarla: filtro, troppopieno e collegamento all'impianto

Decisa la capienza, scegli tra cisterna interrata e fuori terra. Quella interrata, in polietilene o calcestruzzo, mantiene l'acqua al fresco e al buio, e non occupa spazio in giardino, ma richiede uno scavo e un progetto accurato; quella fuori terra costa meno e si installa in una giornata, ma va svuotata prima del gelo e protetta dal sole, perché la luce favorisce le alghe e il calore scalda l'acqua. In entrambi i casi prevedi a monte un filtro per foglie e sabbia, indispensabile in autunno quando i pluviali trasportano il fogliame caduto sul tetto. Il troppopieno è la parte che spesso viene trascurata: durante le piogge autunnali la cisterna sarà piena quasi sempre, e l'acqua in eccesso deve avere una via d'uscita verso il drenaggio del giardino o la rete delle acque bianche, mai verso le fondazioni. Per alimentare l'impianto di irrigazione serve poi una pompa, sommersa o esterna, con pressione e portata adeguate a irrigatori e gocciolatori. Se vuoi coprire anche i periodi in cui la riserva è esaurita, fai predisporre un reintegro automatico dalla rete con disconnettore, così l'irrigazione non si interrompe. Per scavi, allacci e parte elettrica rivolgiti a un installatore: è un impianto che deve durare decenni.

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