Perché il gelo danneggia la doccia solare anche se è spenta
La doccia solare lavora con un serbatoio pieno d'acqua, che fa anche da colonna portante: è proprio questa la sua debolezza quando arrivano le prime notti sotto zero. L'acqua che gela aumenta di volume e spinge sulle pareti del serbatoio, sui raccordi, sul tubo di collegamento e soprattutto sul corpo del miscelatore, dove il passaggio è stretto e il ghiaccio non ha spazio per espandersi. Il risultato tipico è una crepa di cui ti accorgi solo in primavera, quando riapri il rubinetto e trovi una perdita alla base o un miscelatore che non regola più la temperatura. Non basta chiudere il rubinetto e dimenticarsene: una colonna in PVC o in alluminio lasciata piena all'aperto resta esposta a ogni gelata della stagione, e anche pochi gradi sotto lo zero per qualche ora bastano a rovinare le guarnizioni. Se abiti in una zona dove il termometro scende sotto lo zero anche solo occasionalmente, conviene fare la messa a riposo appena finisce la stagione dei bagni, senza aspettare le prime previsioni di gelo.
Chiudere l'alimentazione e svuotare il serbatoio fino all'ultima goccia
Parti dall'arrivo dell'acqua: chiudi il rubinetto da giardino a cui è collegata la doccia solare e stacca il tubo di alimentazione dal raccordo rapido alla base della colonna. Poi apri tutti i rubinetti della doccia, compreso quello del lavapiedi se presente, e lasciali aperti: così l'aria entra nel circuito e l'acqua può uscire invece di restare intrappolata nei tratti in curva. Molti modelli hanno un tappo di scarico o una valvola alla base del serbatoio, pensata proprio per lo svuotamento di fine stagione: aprila e aspetta che il flusso si fermi del tutto, operazione che con un serbatoio di qualche decina di litri richiede alcuni minuti. Se il tuo modello non ha uno scarico in basso, l'unica strada è scollegare la colonna dalla pedana o dal fissaggio a terra, inclinarla e farla gocciolare dal lato del soffione, meglio se in due persone perché una colonna piena è pesante e sbilanciata. Una volta vuota, lascia i rubinetti aperti per tutto l'inverno: il poco residuo che evapora o gela trova spazio per espandersi senza fare danni.
Soffione, flessibile e cartuccia del miscelatore: le parti da portare in casa
Svuotato il serbatoio, occupati delle parti più delicate, quelle che una copertura da sola non protegge. Svita il soffione e, se c'è, il flessibile della doccetta a mano: nelle curve e negli snodi resta sempre un po' d'acqua che il gelo trasforma in ghiaccio, e le guarnizioni interne si deformano. Scuotili per far uscire il residuo, lasciali asciugare e riponili in casa o in un locale che non scende sotto zero. Lo stesso vale per il lavapiedi orientabile, spesso avvitato su un raccordo che si smonta con un giro di mano. Se la doccia solare ha un miscelatore termostatico, la cartuccia interna è il componente più sensibile al freddo e anche il più costoso da sostituire. Nei modelli che lo prevedono si estrae svitando la maniglia e la ghiera di fermo: conservala in un sacchetto asciutto insieme alla minuteria e segnati la posizione per il rimontaggio. Se hai dubbi su come smontarla, consulta il libretto del tuo modello invece di forzare, perché una ghiera forzata si rovina facilmente. Ne guadagni una primavera senza sorprese e senza pezzi di ricambio da cercare.
Coprire la colonna o riporla al coperto fino alla primavera
Con il circuito vuoto puoi decidere cosa fare della struttura della doccia solare. La scelta più sicura è smontarla dalla pedana e riporla in garage o in un ripostiglio, in piedi o appoggiata su un supporto che non la deformi, dopo averla lavata con acqua e un po' di sapone neutro per togliere calcare e residui di cloro portati dai bagnanti. Se il modello è fissato a terra con tasselli o cementato e preferisci lasciarlo fuori, copri almeno rubinetti e miscelatore con un sacchetto o una cuffia impermeabile e poi avvolgi la colonna con un telo traspirante fissato alla base, in modo che l'acqua di pioggia non si raccolga nelle pieghe e l'umidità non resti chiusa a contatto con il metallo. Le finiture meritano un'attenzione diversa a seconda del materiale: l'alluminio verniciato a polvere si pulisce dai segni biancastri del calcare con un anticalcare comune seguito da un risciacquo, l'acciaio inossidabile si ravviva con un prodotto specifico, mentre il teak si lava con spazzola morbida e acqua saponata e può restare all'aperto a ingrigire senza perdere solidità. Al primo riutilizzo rimonta cartuccia, flessibile e soffione, riapri l'acqua lentamente e controlla i raccordi per qualche minuto prima di riempire del tutto il serbatoio.





