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Giardino all'inglese in autunno: graminacee e fioriture tardive

Aggiornato il 10 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è la stagione forte del giardino all'inglese

Perché l'autunno è la stagione forte del giardino all'inglese

Il giardino all'inglese in autunno non si spegne, cambia registro. Finita la spinta delle rose e delle perenni estive, la scena passa alle piante che danno il meglio quando la luce si abbassa e le giornate si accorciano. È il momento in cui l'informalità di questo stile diventa un vantaggio concreto, perché nessuno ti chiede aiuole impeccabili: contano la massa, la trasparenza delle spighe, il passaggio graduale dal verde al bronzo. Se nelle altre stagioni il disegno si affida ai fiori, adesso si appoggia alla forma dei cespi e alla loro reazione al vento. Per ottenere questo effetto serve però aver pensato in anticipo alle fioriture tardive e alle graminacee, distribuendole lungo tutte le bordure invece di concentrarle in un angolo. Riserva una porzione consistente della superficie piantata a specie che arrivano fino a ottobre e novembre: il giardino non mostra buchi evidenti quando il resto sfiorisce e la transizione verso l'inverno sembra voluta, non subita.

Graminacee ornamentali: quali scegliere e come accostarle

Tra le piante di questa stagione le graminacee ornamentali sono quelle che lavorano di più, perché uniscono volume e leggerezza senza chiedere attenzioni continue. Per le masse di fondo puoi contare sul miscanto, chiamato anche eulalia, che di norma supera il metro e mezzo e in autunno apre pannocchie argentate destinate a schiarire fino al beige. Se cerchi invece una linea verticale che non si pieghi dopo un temporale, il calamagrostis mantiene gli steli rigidi per tutto l'inverno ed è utile per scandire un percorso. In primo piano stanno meglio i pennacchi del pennisetum, intorno ai sessanta-ottanta centimetri, con spighe morbide che prendono la luce bassa del pomeriggio, mentre la stipa tenuissima forma cuscini mossi che ammorbidiscono i bordi di un vialetto. Quasi tutte queste specie vogliono sole pieno e un terreno che scarichi l'acqua: il limite non è il freddo ma il ristagno invernale, quindi se il terreno è argilloso alleggeriscilo con sabbia grossa e ghiaietto prima di piantare, oppure prevedi una leggera sopraelevazione dell'aiuola. Negli accostamenti evita il campionario di una pianta per specie: tre o cinque esemplari dello stesso tipo, ripetuti a distanza lungo la bordura, danno il ritmo naturale che fa sembrare il giardino cresciuto da sé.

Aster e fioriture tardive per il colore di ottobre

Le graminacee da sole restano un fondale, e qui entrano gli aster, che portano il colore mancante. I settembrini, gli aster novi-belgii dei giardini di una volta, formano nuvole di capolini lilla, rosa e violetto da settembre fino alle prime gelate; sono però i più sensibili all'oidio, la patina biancastra sulle foglie, perciò tienili in posizione aperta e arieggiata ed evita di bagnare il fogliame la sera. Se la bordura è stretta o esposta al caldo, l'aster amellus e l'aster ageratoides danno meno problemi e restano più compatti. Accanto agli aster la tavolozza tardiva si allarga con il sedum a foglia carnosa, i cui ombrelli rosati virano al rame e reggono in piedi per mesi, con l'anemone giapponese per le zone di mezz'ombra e con rudbeckie, helenium ed echinacee, i cui coni scuri restano decorativi anche da sfioriti. Una cimatura degli aster più alti a inizio estate li fa ramificare e li tiene su senza tutori; per il resto lasciali fiorire senza fretta, perché a ottobre sono tra le poche fonti di nettare per le api e le farfalle ancora in volo.

Taglio, divisione e struttura invernale: cosa fare e cosa rimandare

Arrivati a questo punto la tentazione è di mettere ordine, ma in un giardino all'inglese la pulizia autunnale va dosata. Le graminacee non si tagliano adesso: le sagome secche, i culmi e le pannocchie sono la struttura dei mesi freddi e con la brina diventano l'elemento più bello dell'aiuola. Rimanda il taglio alla fine dell'inverno, prima che riparta il nuovo germoglio, lasciando un moncone di una decina di centimetri; se un cespo tende ad aprirsi sotto la neve, legalo con un giro di spago di canapa. Lo stesso vale per molte perenni tardive: elimina subito solo ciò che marcisce o mostra foglie malate, e porta quel materiale fuori dal giardino invece di metterlo nel compost. La divisione dei cespi, infine, si fa in primavera, quando il terreno si scalda e le radici ripartono senza sosta; farla ora espone le ferite all'umidità e al gelo. Evita anche le concimazioni azotate di fine stagione, che spingono vegetazione tenera destinata a soffrire, e limitati a una pacciamatura leggera di foglie o compost maturo attorno ai colletti. A marzo ritrovi piante sane da riprendere e nel frattempo hai bordure guardabili per tutto l'inverno.

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