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Teli copri mobili: guida alla scelta e al fissaggio

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
Misura con precisione l'ingombro reale (foto Tavolo Roda Spinnaker)

Foto: Tavolo Roda Spinnaker

Misura l'ingombro reale, sedie accostate comprese

Prima di confrontare modelli e prezzi prendi il metro, perché un telo copri mobili funziona solo se segue la sagoma di ciò che deve proteggere. Misura lunghezza, larghezza e altezza del mobile nella posizione in cui lo lasci d'inverno, sedie accostate o impilate comprese, e considera sempre il punto più alto, che sia uno schienale o il bordo del tavolo. Un margine di due o tre centimetri aiuta a infilare la copertura senza forzare le cuciture; di più non serve, perché il tessuto in eccesso si deforma, raccoglie l'acqua in sacche e offre al vento una superficie su cui fare presa. Se hai un salotto da esterni con divano, poltrone e tavolino, decidi prima come lo sistemi: accostando i pezzi in un blocco compatto ti basta un telo unico, più rapido da mettere e togliere, mentre arredi lasciati distanti chiedono coperture separate, meno ingombranti da riporre in cantina. Con i tavoli allungabili misura a prolunga chiusa, così non ti ritrovi con un telo abbondante per tutta la stagione.

Il tessuto che fa la differenza: Oxford, spalmature e grammatura

La durata di una copertura si giudica dal tessuto, non dall'aspetto che ha in confezione. Lo standard più diffuso nei teli copri mobili da esterni è il poliestere Oxford 420D con spalmatura interna in poliuretano: la sigla indica la grossezza del filato, misurata in denier, mentre la spalmatura è la pellicola che ferma l'acqua. Insieme offrono un buon compromesso tra resistenza allo strappo, impermeabilità e tenuta al sole, e bastano per tavoli, sedute e salotti compatti. Se gli arredi restano in una posizione molto ventosa o sotto piante che perdono rametti, orientati su un denier superiore: tessuti più robusti, ma anche più rigidi da piegare. Guarda poi i dettagli che i produttori seri non trascurano. Le cuciture termosaldate o nastrate chiudono i fori dell'ago, da cui l'acqua entra per prima, e il trattamento anti UV conta quanto l'impermeabilità, perché è il sole più della pioggia a irrigidire e sbriciolare le fibre dopo qualche estate. Un rivestimento interno chiaro o argentato riflette parte della radiazione e mantiene più bassa la temperatura sotto il telo, utile se copri cuscini o superfici verniciate. Sulla grammatura resta pratico: un tessuto troppo sottile si lacera al primo spigolo, uno troppo pesante diventa faticoso da maneggiare da soli al cambio di stagione.

Cinghie, coulisse e tiranti: il fissaggio che tiene col vento

Scelto il tessuto, il punto in cui la maggior parte dei teli copri mobili cede è il fissaggio: una copertura che si gonfia a ogni raffica si logora sugli spigoli e prima o poi finisce in fondo al giardino. Il sistema più affidabile somma elementi diversi. La coulisse, cioè il cordino che corre nell'orlo inferiore, stringe il bordo intorno alla base; le cinghie con fibbia a scatto si chiudono attorno alle gambe del mobile; i tiranti laterali impediscono al telo di sollevarsi dal basso. Se il modello ha occhielli metallici puoi far passare un elastico o una cordina sotto la base, accorgimento utile sui tavoli a piano pieno, dove il vento trova pochi punti di sfogo e spinge tutto verso l'alto. Nelle posizioni molto esposte, come un terrazzo agli ultimi piani o un giardino in collina, verifica che cinghie e occhielli siano cuciti e rinforzati, non semplicemente applicati sul tessuto: è da lì che partono gli strappi. Una copertura ben tesa dura più stagioni e ti evita il giro di controllo dopo ogni temporale.

Condensa e muffa: lascia respirare gli arredi coperti

Il rischio opposto al vento è sigillare tutto fino a terra convinti di proteggere meglio. Senza ricambio d'aria l'umidità che sale dal pavimento resta intrappolata e a marzo, sotto il telo, trovi muffa sui tessuti, aloni sul legno e punti di ruggine su viti e strutture in ferro. Lascia quindi qualche sfogo: vanno bene le prese d'aria a rete sui lati alti, oppure un bordo non chiuso del tutto, soprattutto sotto i divani e negli angoli meno ventilati del giardino, dove l'acqua evapora con lentezza. Copri i mobili solo quando sono perfettamente asciutti e, se puoi, rialzali di qualche centimetro da terra su piedini o listelli di legno. Durante l'inverno dedica un controllo al mese alla copertura: solleva un lato per far cambiare l'aria, svuota eventuali ristagni sul piano del tavolo e passa in rassegna cuciture, coulisse e cinghie. Uno strappo piccolo si chiude con il nastro di riparazione per tessuti tecnici, mentre un telo che perde la spalmatura, riconoscibile perché la pellicola interna si sfoglia e appiccica, va sostituito: trattenere l'acqua è il solo compito che gli hai affidato.

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