Perché le foglie cambiano colore e cosa rende il foliage più intenso
Gli aceri e gli altri alberi dai colori autunnali non si tingono per caso. Con l'accorciarsi delle giornate la pianta smette di produrre clorofilla, il pigmento verde che per tutta l'estate ha coperto gli altri. Restano allora visibili i carotenoidi, responsabili dei gialli e degli arancioni, mentre in molte specie si formano proprio in quelle settimane gli antociani, che danno i rossi e i porpora. Per questo lo stesso albero può apparire più o meno acceso da un anno all'altro: le giornate luminose seguite da notti fresche, ma senza gelate precoci, favoriscono la produzione dei pigmenti rossi. Oltre al clima contano le condizioni che puoi controllare. Un esemplare in buona luce colora in modo più deciso di uno tenuto in ombra fitta, e un terreno drenante, non troppo ricco di azoto, aiuta la pianta a chiudere la stagione con gradualità invece di spingere nuova vegetazione fino a tardi. Se vuoi un foliage affidabile, scegli quindi specie adatte al tuo clima e collocale dove ricevono sole almeno per una parte della giornata: il colore arriverà con regolarità, non solo nelle annate fortunate.
Aceri giapponesi e aceri europei: quale scegliere in base allo spazio
Tra gli alberi dai colori autunnali gli aceri restano i più richiesti, ma sotto questo nome si trovano piante molto diverse. L'acero giapponese, Acer palmatum nelle sue tante cultivar, resta in genere tra uno e pochi metri di altezza e si adatta ai giardini piccoli e persino al vaso, purché il contenitore sia capiente e il substrato acido o neutro. Le varietà a foglia verde virano all'arancio e al rosso, quelle a foglia porpora si accendono di cremisi. Le foglie sottili soffrono però il sole pieno delle ore centrali e il vento secco, che ne bruciano i margini: la posizione giusta è a mezz'ombra, riparata, con terreno fresco e drenante e qualche annaffiatura nei periodi secchi anche quando la pianta è adulta. Se il giardino è ampio puoi orientarti sugli aceri europei. L'acero riccio o acero di Norvegia, Acer platanoides, è un albero di prima grandezza che in autunno diventa giallo dorato, con alcune selezioni che virano al rosso; va piantato lontano da muri e confini perché la chioma si allarga molto. L'acero campestre, autoctono e rustico, resta più contenuto, tollera i terreni calcarei e si presta anche a siepi alte, con un giallo autunnale pulito. Valuta sempre l'altezza a maturità indicata dal vivaista, non quella della pianta che hai davanti.
Liquidambar, ginkgo, lagerstroemia e arbusti per completare la tavolozza
Accanto agli aceri, altri alberi dai colori autunnali meritano un posto quando lo spazio lo consente. Il liquidambar, con foglie a stella che ricordano quelle dell'acero, passa dal giallo all'arancio fino a toni violacei sulla stessa chioma e colora bene anche in pianura; cresce però alto e con radici vigorose, quindi tienilo a distanza da vialetti e tubature. Il ginkgo si veste di un giallo uniforme e luminoso, è longevo e sopporta bene l'aria delle città e i periodi secchi una volta affrancato, mentre la lagerstroemia, che d'estate fiorisce in rosa o bianco, in autunno arrossa il fogliame e resta di taglia media, adatta anche a giardini di dimensioni contenute, soprattutto se il terreno tende all'acido. Per i livelli più bassi puoi aggiungere arbusti. I cornioli a rami colorati offrono foglie accese in autunno e poi rami rossi o gialli per tutto l'inverno, i crespini passano al rosso e all'arancio nelle bordure, la nandina vira dal bronzo al cremisi e porta bacche rosse che restano a lungo. Combina una o due essenze a foglia caduca con sempreverdi scuri come tassi o bossi: lo sfondo verde fa risaltare i colori e il giardino non resta spoglio a dicembre.
Quando e come piantare alberi dal foliage autunnale perché colorino a lungo
L'autunno stesso è il momento giusto per mettere a dimora aceri e alberi dai colori autunnali: il terreno è ancora tiepido, le piogge aiutano e le radici hanno mesi per sistemarsi prima del caldo. Un vantaggio in più è che in vivaio puoi vedere il colore reale della pianta, invece di affidarti alla foto dell'etichetta. Prepara una buca larga almeno il doppio del vaso e profonda quanto il pane di terra, senza interrare il colletto; se il suolo è pesante e argilloso mescola sabbia o materiale drenante e, per gli aceri giapponesi, terriccio acido. Un tutore per i primi anni evita che il vento scalzi le giovani radici. Dopo l'impianto copri la base con uno strato di pacciamatura di corteccia o foglie, che tiene umido il terreno e protegge le radici dal gelo. Nelle prime due o tre estati annaffia con regolarità, perché la pianta che soffre la sete chiude la stagione in anticipo e perde le foglie prima di colorare. Limita la potatura alla rimozione dei rami secchi o incrociati, da fare a fine inverno, e lascia che la chioma prenda la sua forma naturale: un acero poco toccato colora meglio di uno tagliato ogni anno.





