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Giardino in pendenza: drenaggio e muretti prima delle piogge

Aggiornato il 19 ottobre 20264 capitoli
Misura il dislivello prima di decidere come intervenire

Misura il dislivello prima di decidere come intervenire

Un giardino in pendenza si sistema bene solo se sai davvero quanto è ripido, e a occhio la pendenza si sottovaluta quasi sempre. Pianta un paletto nel punto più alto e uno in quello più basso, tendi tra i due una corda messa in bolla e misura di quanto la corda si stacca dal terreno al paletto in basso rispetto alla distanza orizzontale tra i due punti. Un metro di dislivello su dieci metri di percorso corrisponde a una pendenza di 1:10, un pendio dolce che spesso si gestisce con aiuole modellate e qualche lieve cambio di quota, senza opere di contenimento. Tra 1:10 e 1:4 il terreno si considera moderato ed è qui che una o due terrazze sostenute da un muretto, con gradini adeguati, aiutano davvero, perché spezzano la corsa dell'acqua e trattengono la terra. Oltre 1:4 il pendio è ripido: in questi casi i muri di contenimento sono quasi sempre necessari e conviene affidare la parte strutturale a un'impresa o a un paesaggista qualificato, perché un cedimento in autunno, con il terreno saturo, non riguarda solo le tue aiuole ma anche il confine con il vicino. Mentre misuri, osserva anche dove l'acqua scorre durante un acquazzone: i solchi, i ristagni e i punti in cui il terriccio affiora ti dicono già dove servono drenaggio e sostegni.

Il drenaggio dietro ai muretti: perché l'acqua spinge più della terra

Il rischio maggiore per un giardino in pendenza non è la terra che preme sui muretti, ma l'acqua che si accumula dietro di loro. Quando le piogge autunnali saturano il terrapieno, l'acqua che non trova sfogo genera una spinta idrostatica che si somma al peso del terreno e può far ruotare o crepare anche un muro ben costruito. Per questo ogni muretto di contenimento va progettato insieme al suo drenaggio a tergo, cioè quello che sta dietro la struttura: uno strato di ghiaia o pietrisco lavato, separato dal terreno con un tessuto non tessuto che impedisce alla terra fine di intasarlo, e sul fondo un tubo drenante microforato che raccoglie l'acqua e la porta a un pozzetto, a una canaletta o a un pozzo perdente. Lasciare anche dei fori di scolo passanti nella parte bassa del muro, chiamati barbacani, permette all'acqua di uscire in modo visibile e ti dà un modo semplice per controllare se il sistema funziona: se durante un temporale non esce nulla e il terreno a monte resta zuppo, qualcosa si è intasato. Se la pendenza porta l'acqua verso la casa, valuta una canaletta di scolo a monte del muretto, così intercetti il flusso prima che arrivi alle fondazioni.

Quale muretto scegliere in base all'altezza del dislivello

Dalla misura della pendenza dipende anche il tipo di sostegno. Per dislivelli contenuti, entro circa un metro, un muretto in pietra naturale a secco è la scelta più coerente con un giardino in pendenza: le pietre posate senza legante lasciano filtrare l'acqua tra le fughe, quindi il drenaggio è in parte naturale e la spinta idrostatica fatica ad accumularsi. Perché regga, il muro a secco deve avere la base più larga della sommità e una leggera inclinazione verso il terrapieno, con le pietre più grandi in basso. Se il salto è maggiore o il terreno è pesante e argilloso, i gabbioni metallici, cioè gabbie in rete d'acciaio riempite di pietrame, uniscono una buona capacità portante a un drenaggio eccellente e si adattano agli assestamenti senza fessurarsi. Il cemento armato resta indispensabile per i pendii ripidi e per i carichi elevati, ad esempio quando sopra la terrazza passano un vialetto carrabile o una piscina, ma richiede un progetto firmato da un tecnico e fori di scolo ben distribuiti. Qualunque materiale scegli, ricorda che i gradoni di collegamento tra una terrazza e l'altra vanno ancorati in profondità e che, quando il singolo salto supera i 50 centimetri, serve un parapetto di protezione.

I controlli e le piante che tengono il pendio prima delle piogge

Se i muretti e il drenaggio ci sono già, l'autunno è il momento di verificarli. Libera canalette, pozzetti e barbacani da foglie e terriccio, controlla che il tubo drenante scarichi davvero e che l'acqua non abbia scavato solchi al piede del muro o lungo i gradini. Le piccole fessure in un muretto di contenimento, o una pietra che si è spostata in un muro a secco, vanno risolte adesso, perché con il terreno saturo e i primi geli peggiorano in fretta. Sulle terrazze e sui tratti ancora scoperti, evita di contare sul prato: su un pendio che supera la pendenza dolce l'erba tosata rasa è difficile da mantenere e poco sicura da falciare, e non protegge il suolo dall'erosione. Preferisci piante tappezzanti e arbusti con radici fitte, che intrecciano il terreno e rallentano il ruscellamento, e copri la terra nuda con una pacciamatura di corteccia o ghiaia finché le radici non si sono insediate. Anche i percorsi contano: in un giardino in pendenza bagnato le superfici lisce diventano pericolose, quindi scegli ghiaia stabilizzata, pietra bocciardata o legno trattato antiscivolo per scale e rampe. Un pendio ben piantato e ben drenato ti risparmia, a primavera, il lavoro di riportare in alto la terra scesa a valle.

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