Premessa
Un giardino è un ambiente fondamentale della casa e come tale merita le più grandi cure e attenzioni. Per poter mantenere sempre vitale e rigoglioso il proprio angolo verde è importante occuparsi delle piante e dei fiori presenti in esso. Ciò può avvenire rivolgendosi ad un esperto giardiniere che periodicamente si occuperà delle consuete attività di giardinaggio, oppure se ne potrà occupare il padrone di casa stesso a patto che abbia un minimo di pollice verde. Che sia un giardiniere o un membro della famiglia ad occuparsi di piante, alberi e fiori, è necessario dotare il proprio ambiente di un impianto di irrigazione consono alle sue esigenze. Esistono diversi modelli di impianti specializzati nell’irrigazione di uno spazio come il sistema di irrigazione a goccia, adatto in contesti in cui l’acqua deve essere somministrata in quantità non eccessive. Questo tipo di impianto è l’ideale per l’irrigazione di vasi e fioriere in terrazzo ad esempio. Il sistema di irrigazione fuori terra, invece, è particolarmente invasivo ed evidente e quindi non è molto consigliabile nei giardini privati, si preferisce utilizzarlo in luoghi come campi coltivabili. Il sistema di irrigazione interrato si considera di solito la soluzione più consona ad un giardino privato curato ed accogliente. Esso garantirà il giusto approvvigionamento d’acque alle piante e ai forni di tutto lo spazio verde senza che nessuno ne percepisca la presenza.
Fasi della progettazione
L’impianto di irrigazione interrato è la soluzione ideale per chi vuole un giardino impeccabile ed in ordine. Esso verrà collocato sotto il manto erboso e non rovinerà assolutamente l’estetica del proprio giardino, sarà impercettibile ma allo stesso tempo assolverà il suo compito, quello di irrigare l’ambiente in maniera ottimale. Se questo tipo di impianto non presenta alcun intralcio all’estetica del proprio giardino, è senza dubbio un sistema d’irrigazione alquanto invasivo dal punto di vista della sua installazione. Esso va infatti collocato al di sotto del terreno con una serie di lavoro abbastanza approfonditi di collegamenti, introduzione di tubi, raccordi e così via. Ciò deve essere fatto, ovviamente, prima di intraprendere il “faticoso” processo di arredamento del proprio giardino, dato che i lavori interesseranno tutto l’ambiente. La caratteristica dominante di questo tipo di impianto è che tubi irrigatori sono a scomparsa per cui non si avverte assolutamente alcuni presenza di sistemi di irrigazione nel giardino. dato che l’installazione di questo complesso tipo d’impianto richiede dei lavori molto invasivi, è necessario che essi vengano studiati nel minimo dettaglio onde evitare degli errori nella collocazione degli irrigatori. In genere prima dell’inizio dei lavori di messa in opera, vi un’altra fase altrettanto importante quella della progettazione. La progettazione deve essere eseguita da un ingegnere specializzato in questo tipo di lavori che dovrà fare gli opportuni sopraluoghi, raccogliere dati e infine stilare il progetto definitivo che darà le giuste direttive agli operai riguardo principalmente tre operazioni da fare: la profondità dello scavo, il posizionamento dei tubi e l’installazione dei vari elementi dell’impianto d’irrigazione.
Progetto
Prima di passare alle operazioni più concrete dei lavori è importante che l’ingegnere ingaggiato per il lavoro di progettazione crei una planimetria dell’area interessata. Bisogna riportare su carta ogni elemento dell’ambiente, soprattutto le piante presenti e i rubinetti o le prese a cui collegare l’impianto. A seconda della grandezza del giardino esso andrà suddiviso in due o più zone, in genere, una zona consiste in almeno 50 metri quadrati. Bisogna stare bene attenti a non fare errori di calcolo e a tenere presente la possibilità di fare alcune modifiche nell’assetto del giardino perché una volta creato l’ impianto non è più possibile modificarlo radicalmente. Gli elementi che lo compongono e la modalità con cui vengono installati sono pressoché fissi.
Lavori
Una volta che il progetto è stato “buttato giù” tenendo presente dei diversi dati e dei vari fattori presenti nell’ambiente in cui deve avvenire la collocazione dell’impianto, si può passare alla parte più pratica ovvero allo scavo e all’installazione del sistema d’irrigazione interrato. Lo scavo consiste nell’effettuare non un vero e proprio buco, ma uno leggero scavo nel terreno di massimo 20 cm di profondità, giusto quanto bassa per ricoprire completamente i tubi e gli irrigatori dell’impianto. Una volta realizzato lo scavo laddove la planimetria indica si può passare all’inserimento dei tubi di cui si compone l’impianto. Verranno così a prendere posto le condutture principali e quelle secondarie con un numero ben preciso di irrigatori, naturalmente stabiliti, nel progetto e ovviamente la fase fondamentale sarà quella del collegamento alle prese d’acqua. Una volta fatte tutte queste operazione si potrà attivare il sistema per verificare che tutto funzioni correttamente, senza intoppi o perdite e infine nel caso in cui l’esito sia positivo si potrà coprire il tutto con del terreno e l’impianto sarà pronto per l’utilizzo.
Domande frequenti
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È obbligatorio affidarsi a un professionista per progettare un impianto di irrigazione interrato?Sì, è fortemente consigliato coinvolgere un tecnico specializzato, come un ingegnere o un idraulico qualificato, per la fase progettuale. L'installazione di un sistema interrato richiede calcoli precisi sulla pressione dell'acqua, la suddivisione in zone (solitamente ogni 50 mq) e la scelta corretta dei componenti. Un errore di progettazione potrebbe portare a inefficienze idriche o danni strutturali. Il professionista effettua sopralluoghi, crea una planimetria dettagliata considerando rubinetti esistenti e vegetazione, e fornisce le direttive tecniche per scavi e posa, garantendo che l'impianto funzioni correttamente fin dall'avvio.
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Qual è la profondità massima dello scavo necessaria per installare i tubi?Lo scavo per un impianto di irrigazione interrato non deve essere profondo; generalmente basta una fossa leggera di circa 20 centimetri. Questa profondità è sufficiente per interrare completamente i tubi e gli irrigatori, proteggendoli da danni meccanici superficiali e mantenendoli invisibili sotto il manto erboso. È fondamentale rispettare questa misura indicata nel progetto per evitare problemi di drenaggio o difficoltà nella successiva copertura con terra, assicurando al contempo che gli emettitori restino alla giusta quota per irrorare le piante.
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Posso modificare l'impianto dopo averlo installato definitivamente?No, una volta completata l'installazione e ricoperti i tubi, modificare radicalmente l'assetto dell'impianto diventa estremamente difficile e costoso. I componenti sono fissi e interrarli li rende accessibili solo mediante scavi distruttivi. Pertanto, la fase progettuale è cruciale: bisogna prevedere ogni esigenza futura, la posizione esatta degli irrigatori e la suddivisione in zone durante la stesura della planimetria. Qualsiasi modifica postuma richiederebbe interventi invasivi che comprometterebbero l'estetica del giardino e la funzionalità del manto erboso esistente.
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Come funziona la suddivisione dell'impianto in zone diverse?La suddivisione in zone è essenziale per gestire efficacemente la pressione e la portata dell'acqua. Solitamente, ogni zona copre un'area di circa 50 metri quadrati, permettendo di irrigare settori specifici del giardino in momenti diversi. Questo evita di sovraccaricare la rete idrica domestica e garantisce che ogni area riceva la quantità d'acqua necessaria senza cali di pressione. Il progetto tecnico determina il numero di zone necessarie in base alla superficie totale e alle esigenze idriche differenziate delle varie piante presenti nel giardino.
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Quali vantaggi offre l'irrigazione interrata rispetto a quella a goccia o fuori terra?L'irrigazione interrata è la soluzione preferita per giardini privati curati perché garantisce un'irrigazione ottimale rendendo il sistema completamente invisibile. A differenza dei sistemi a goccia, ideali per vasi o orti, o di quelli fuori terra che risultano invasivi e antiestetici, gli irrigatori interrati emergono solo durante il funzionamento e spariscono subito dopo. Questo preserva l'integrità estetica del prato e degli spazi verdi, offrendo un'automazione silenziosa e discreta che non disturba la fruizione dell'ambiente esterno.

