Prato

Prato inglese

Un prato all'inglese è un manto erboso perfetto, caratterizzato da erbe selezionate e da una coltre erbosa omogenea, ben rifinita e di un colore brillante.

di Redazione

12 marzo 2013

Cos’è

Quando si pensa ad un prato, nella maggior parte dei casi il primo tipo che viene in mente è il prato all’inglese. Il motivo è semplice, non c’è prato più bello e perfetto dal punto di vista estetico se non quello inglese. Il prato all’inglese, come indica il nome stesso, è nato proprio nel Regno Unito, dove si estendo immense distese di erba, ma è in genere tipico di tutti quei territori in cui il clima è freddo e vi è molta umidità. Il prato all’inglese fa invidia a tutti in quanto è un manto erboso omogeneo e compatto, perfettamente livellato e di un colore verde brillante. Per tutte queste ragioni è uno dei prati più amati e desiderati. Dietro alla bellezza di questo tipo di prato, però, vi è anche tanto sforzo, tante energie e tanta manutenzione. Un prato così perfetto, infatti, non nasce spontaneamente, ma ha bisogno costantemente di essere curato e perfezionato. Numerosi fattori intervengono a danneggiarne l’estetica e spesso chi possiede un prato all’inglese è chiamato a combattere “una battaglia” finalizzata alla sua cura contro tutti i fattori che ne pregiudicano la compattezza e l’omogeneità.

Caratteristiche

Caratteristiche Posto che le caratteristiche fondamentali di un prato all’’inglese sono la sua compattezza, la sua omogeneità, la sua rifinitura e precisione che fa si che tutte le erbe debbano mantenersi allo stesso livello, il suo colore uniforme e brillante, insomma tutti quegli aspetti che lo rendono così affascinante, questo tipo di prato necessita di costanti e attente cure. La bellezza del prato all’inglese si basa su un processo di coltivazione mirato e controllato, volto alla scelta dei semi migliori, al loro corretto impianto, ad una preparazione impeccabile nel terreno. Dopo la semina, tutte le attenzioni sono rivolte a mantenere le erbe sane e a eliminare ogni fonte di infestazione. Molto importante è anche la percentuale di acqua fornita al prato e la concimazione che deve essere ben regolata. Un prato così bello e omogeneo senza alcun apparente difetto estetico è frutto di un lavoro costante e, in alcuni casi, ossessivo. La natura, infatti, non presenta in natura delle distese di erba così perfette ed impeccabili. Il prato all’inglese è, dunque, un prato costruito in maniera rigorosa quasi contro “natura” in quanto si vuole ottenere un effetto che per natura non potrebbe mai esistere. Il primo “nemico” di un prato all’inglese sono le erbe infestanti, insetti e piccoli animaletti che vivono nel terreno quali i lombrichi che vanno a “rovinare” l’uniformità del manto erboso con lo scavo di piccole gallerie sotterranee. In realtà ogni tipo di erba che cresce all’interno delle erbe selezionate di cui è costituito il prato all’inglese sono considerate delle erbe infestati e per tale ragione vanno rimosse, così come i piccoli insetti e i lombrichi che svolgono un ruolo fondamentale in natura, ovvero quello di fertilizzare in maniera naturale in terreno.

Scelta erba

Il prato all’inglese è costituito da erbe strettamente selezionate. I prati di qualità superiori sono costituiti non da una miscela di varie erba, ma addirittura da un’unica scelta di erba. le varietà maggiormente selezionate sono l’Agrostis Stolonifera. Spesso si ricorre alla clonazione di ciuffi di erba selezionati per far sì che l’intero prato abbia un aspetto perfetto e omogeneo, questo genere di ossessione è ricercata soprattutto nei campi da golf. Tra le erbe scelte per i parti all’inglese vi sono anche alcune varietà di Lolium, di Poa, e di Festuca.

Coltivazione

La prima cosa da fare quando si semina un prato all’inglese, oltre a selezionare i semi, come detto precedentemente, è quella di lavorare e preparare il terreno all’accoglienza del manto erboso. In terreno deve essere sgomberato da ogni traccia di altre erbe o semi che potrebbero mescolarsi alle erbe scelte. Per fare ciò si utilizzano diserbanti chimici. Dopo questa operazione si utilizzano dei fertilizzanti chimici o organici per arricchire il terreno di sostanze nutrienti. Il periodo scelto per cominciare il processo di semina è quello primaverile o autunnale. La semina consiste nel distribuire i semi e interrarli con l’aiuto di un rastrello, dopodiché con un rullo si consiglia di pressare il terreno così da omogeneizzare il tutto. Da quel momento alla crescita dei primi fili di erba passeranno circa uno o due mesi. Quando il prato sarà ormai spuntato bisognerà cominciare a curare il manto d’erba e a dedicarsi ad una manutenzione costante. L’irrigazione è fondamentale per questo tipo di prato. Esso, infatti, non tollera la siccità per cui l’apporto di acqua deve essere non solo costante, ma anche adeguato, altrimenti l’erba può seccarsi facilmente. altra importante operazione da fare periodicamente è la concimazione in quanto è bene apportare delle sostanze nutritive in maniera sistematica. Anche il taglio dell’erba è fondamentale. Bisogna decidere l’altezza del manto e tagliarlo in maniera esatte per tutta l’estensione dell’area erbosa, a ciò bisogna aggiungere l’eliminazione delle possibili erbe infestanti che potrebbe comparire in qualsiasi momento.

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Domande frequenti

  • Quali sono le varietà di erba ideali per realizzare un vero prato all'inglese?
    Per ottenere un prato all'inglese autentico, caratterizzato da omogeneità cromatica e struttura compatta, è preferibile utilizzare una singola specie vegetale piuttosto che miscele complesse. Le varietà più indicate includono l'Agrostis Stolonifera, nota per la sua finezza e resistenza al taglio radente, e diverse cultivar di Poa pratensis, Lolium perenne e Festuca arundinacea. Queste specie vengono spesso selezionate tramite clonazione per garantire che ogni filo d'erba abbia identiche caratteristiche genetiche, eliminando le variazioni cromatiche tipiche delle miscele standard. Questa selezione rigorosa è fondamentale per raggiungere quell'aspetto uniforme e lucido, tipico dei campi da golf o dei giardini formali britannici.
  • È possibile avere un prato all'inglese in zone dal clima caldo e secco?
    Realizzare un prato all'inglese in climi caldi e secchi è estremamente difficile e sconsigliato senza un investimento enorme in risorse. Questo tipo di manto erboso è originario di regioni a clima atlantico, fresco e umido, come il Regno Unito. Specie come l'Agrostis e la Poa soffrono fortemente la siccità e il calore eccessivo, tendendo a disseccarsi rapidamente se l'irrigazione non è costante e abbondante. In aree mediterranee o molto calde, il mantenimento di un prato così esigente richiederebbe un consumo idrico proibitivo e continui interventi correttivi. In questi contesti, è meglio optare per miscele di graminofile resistenti alla siccità, accettando una texture leggermente meno raffinata ma molto più sostenibile.
  • Quanta manutenzione richiede un prato all'inglese rispetto a uno tradizionale?
    La manutenzione di un prato all'inglese è intensiva e continua, ben diversa da quella di un prato ornamentale tradizionale. Richiede tagli frequenti e a un'altezza ridotta per mantenere l'uniformità visiva, irrigazioni regolari per evitare stress idrico e concimazioni periodiche precise per sostenere la densità della coltre. Inoltre, bisogna monitorare costantemente la presenza di infestanti, poiché qualsiasi altra specie vegetale che cresca tra le erbe selezionate viene considerata un difetto estetico da rimuovere. Anche la presenza di lombrichi o insetti del suolo, utili in natura, va gestata perché creano irregolarità superficiali. È un impegno che richiede tempo, competenza e spesso attrezzature professionali per essere sostenuto nel lungo termine.
  • Come si prepara il terreno per la semina di un prato all'inglese?
    La preparazione del substrato è il passo critico per il successo del prato all'inglese. Prima della semina, il terreno deve essere completamente bonificato da qualsiasi residuo vegetale, radici o semi di infestanti esistenti, spesso utilizzando diserbanti specifici per garantire la purezza della futura coltura. Successivamente, il suolo va lavorato in profondità per renderlo soffice e ben drenato, arricchito con fertilizzanti organici o chimici per fornire nutrienti iniziali. La semina avviene idealmente in primavera o autunno; dopo la distribuzione dei semi fini, questi devono essere leggermente interrati con un rastrello e il terreno pressato con un rullo per assicurare un buon contatto seme-suolo. Questa fase preliminare determina la compattezza e l'assenza di buche o zone diradate nella fase adulta.

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