gioco campana

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gioco campana

Il gioco della campana può essere denominato in maniera differente a seconda della regione, ad esempio tra le varie denominazioni vi è anche il “gioco della settimana”, ma in fin dei conti, si tratta dello stesso gioco, caratterizzato dalle stesse regole.

di Redazione

10 aprile 2012

Premessa

Da quando si è bambini il gioco è e rimane fino all’età adulta un’importante attività di svago, anche se crescendo assume delle caratteristiche differenti. Ma il gioco non è soltanto un’attività ludica, esso è anche un ottimo modo per imparare nuove cose e rapportarsi ai propri coetanei, sia di sesso maschile che femminile. Il gioco, insomma, è un’attività di svago ma allo stesso tempo educativa che contribuisce alla crescita dei più piccoli e alla loro formazione e relazione con gli altri e con il mondo. I bambini di tutte le età amano giocare sia in ambienti interni che esterni, ma il gioco all’aperto è sicuramente più stimolante ed educativo, è per questo che molti dei giochi più divertenti e praticati sono da praticare soprattutto all’aria aperta. Tra i giochi all’aperto più amati da bambini e ragazzi, troviamo i classici giochi molto diffusi anche al tempo dei nostri genitori, e in alcuni casi anche a quello dei nostri nonni. Tra questi come non ricordare il gioco della campana, conosciuto e praticato da chiunque almeno una volta nella vita.

Caratteristiche principali

Il gioco della campana può essere denominato in maniera differente a seconda della regione, ad esempio tra le varie denominazioni vi è anche il “gioco della settimana”, ma in fin dei conti, si tratta dello stesso gioco, caratterizzato dalle stesse regole. Il gioco della campana deve necessariamente essere praticato all’aperto dato che alla base di questa divertentissima attività vi è uno schema che deve essere disegnato sull’asfalto o su un fondo su cui è possibile tracciare delle linee visibile. Lo schema da realizzare perché il gioco possa cominciare è composto da 7 o 9 caselle, a seconda dei casi e delle varianti. In ogni casella vi è un numero. Il gioco presenta delle regole molto semplici: un giocatore alla volta, non è un gioco di squadra infatti, deve lanciare un sassolino in una delle caselle disegnate e deve poi fare tutto il percorso saltellando ad una gamba fino a prendere il sassolino, senza appoggiare mai il piede a terra e ritornare al punto d’inizio. Vince il primo che riesce a lanciare il sassolino su ogni casella e a fare tutto il percorso senza sbagliare. Il gioco prevede anche l’eliminazione dei partecipanti nel caso vengono commesse alcune infrazioni per più di tre volte, l’infrazione più ricorrente è quella dell’appoggiare il piede a terra durante il percorso in quanto saltella ad una gamba, raccogliere il sassolino e tornare indietro non è semplice e richiede grande equilibrio. Soltanto una volta è permesso tenere tutti e due i piedi a terra: nel centro dello schema vi sono delle caselle l’una affianco all’altra nelle quali bisogna saltare con un piede per casella simultaneamente. Questo gioco non prevede un numero minimo di bambini, ma come tutte le attività all’aperto, più sono i partecipanti e più è divertente il gioco.

Varianti

Il gioco della campana presenta tantissime varianti che differiscono essenzialmente in piccoli dettagli e che sono tipiche delle varie ragioni in cui il gioco viene praticato. Oltre ai diversi nome con cui viene indicata questa attività, altre possibili differenza stanno nel fatto che all’interno delle caselle che costituiscono lo schema di gioco, possono esserci dei disegni o delle scritte piuttosto che dei numero, oppure un’altra variante ancora prevede che il concorrente ogni volta che salta in una casella debba pronunciare ad alta voce il numero della casella in questione, qualora dovesse sbagliare sarebbe eliminato.

Origini

Il gioco della campana non è conosciuto soltanto dalle generazione del più recente passato, esso ha, forse più di altri giochi classici, origini antichissime. Si pensa addirittura che il gioco della campana fosse praticato durante l’epoca dell’Antica Roma, dato che è stato rinvenuto sul pavimento del Foro Romano un disegno molto simile a quello della campana che tutti conosciamo. Origine certe sul periodo della sua nascita e sul luogo non sono state ritrovate, ma è certo che tracce di questo gioco sono diffuse in tutto il mondo dalla Russia, all’America del sud, all’Africa settentrionale. Secondo alcune fonti furono alcuni soldati romani che portarono il gioco della campana in oriente, mostrando ai bambini di quei paesi questa divertente attività.

Abilità

Il gioco della campana è un gioco individualistico che non prevede alcun gioco di squadra e questo elemento è particolarmente importante se si pensa che in questo modo il bambino può imparare ad affrontare gli altri partecipanti al gioco in maniera civile, senza prepotenze, ma con un sano spirito di competizione che non deve mai sfociare il competizione negativa ed aggressiva. Inoltre, oltre alla socializzazione e allo spirito di condivisione e di divertimento, questo gioco stimola il bambino a muoversi, a coordinare i movimenti, a saltare in maniera composta e a riuscire a mantenere l’equilibrio, abilità indispensabili per la buona riuscita di questo gioco. In genere questo gioco è molto amato dai bambini di fasce di età molto bassa: a partire dai 5 anni, ma anche i bambini più grandicelli intorno agli 11 anni sono ancora attratti e divertiti da questo tipo di gioco.

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Domande frequenti

  • Quali sono le regole fondamentali per giocare correttamente alla campana?
    Per giocare alla campana, è necessario tracciare uno schema numerato su asfalto o cemento, solitamente composto da 7 o 9 caselle. Il gioco è individuale: ogni partecipante, a turno, lancia un sassolino in una casella specifica. Successivamente, il giocatore deve percorrere il tragitto saltellando su una gamba sola, evitando di toccare le linee o appoggiare entrambi i piedi a terra (tranne nelle caselle affiancate dove si salta con un piede per casella contemporaneamente). Una volta raggiunto il punto in cui si trova il sassolino, lo si raccoglie tornando indietro nello stesso modo. Vince chi completa l'intero percorso, dal primo all'ultimo numero, senza commettere errori.
  • A partire da quale età i bambini possono iniziare a giocare alla campana?
    Il gioco della campana è adatto principalmente ai bambini a partire dai 5 anni di età, poiché richiede una certa coordinazione motoria e capacità di equilibrio. Tuttavia, la sua semplicità e il suo fascino nostalgico lo rendono apprezzabile anche da bambini più grandi, fino agli 11 anni e oltre. Essendo un'attività fisica leggera ma impegnativa per la stabilità, aiuta i più piccoli a sviluppare la motricità fine e grossolana. Non ci sono limiti rigidi superiori, quindi adulti e anziani possono giocarvi tranquillamente come forma di svago leggero e sociale.
  • Esistono diverse varianti regionali o internazionali del gioco della campana?
    Sì, il gioco della campana presenta numerose varianti a seconda della zona geografica. In Italia, ad esempio, è talvolta chiamato "gioco della settimana". Le differenze principali riguardano spesso la struttura dello schema: alcune versioni prevedono solo numeri, mentre altre includono disegni o scritte all'interno delle caselle. Un'altra variante comune impone al giocatore di pronunciare ad alta voce il numero della casella in cui atterra; se sbaglia a dire il numero, viene eliminato. Nonostante queste piccole variazioni, il nucleo centrale del gioco – saltellare su una gamba e recuperare il sassolino – rimane sostanzialmente invariato.
  • Quali abilità fisiche e cognitive sviluppa il gioco della campana nei bambini?
    Il gioco della campana è eccellente per lo sviluppo fisico e cognitivo. Dal punto di vista motorio, migliora notevolmente l'equilibrio dinamico, la coordinazione occhio-piede e la forza degli arti inferiori grazie al continuo saltellare. Cognitivamente, richiede concentrazione e pianificazione: il bambino deve calcolare la traiettoria del lancio e memorizzare l'ordine delle caselle. Inoltre, essendo un'attività competitiva ma individuale, insegna a gestire la frustrazione, ad accettare le regole e a relazionarsi con gli altri in modo civile, promuovendo uno spirito sportivo sano senza l'aggressività tipica dei giochi di squadra più intensi.
  • Quali sono le origini storiche del gioco della campana?
    Le origini del gioco della campana sono antichissime e si fanno risalire probabilmente all'epoca dell'Antica Roma. A sostegno di questa teoria, è stato trovato un disegno simile allo schema moderno pavimentato nel Foro Romano. Sebbene non esista una datazione certa unica, tracce di questo gioco sono state rinvenute in diverse parti del mondo, dall'Africa settentrionale all'America del Sud, fino alla Russia. Si ritiene che i soldati romani abbiano diffuso questa attività in Oriente e oltre, rendendola un classico intramontabile che ha attraversato i secoli mantenendo pressoché intatte le sue regole originali.

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